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Il comune di Orciano pisano si estende sul crinale che separa il bacino del Fine da quello del Tora.
Il borgo è di origine Leopoldina, anche se il castello Ursiano è di origine medievale, difatti quest’ultimo nei primi decenni del 1300 risultava ancora unito a Scontriano. Era posto sotto la giurisdizione civile e criminale di Lari, dal quale fu staccato nel 1630, quando, con diploma del granduca Ferdinando II, fu eretto in feudo e conferito con il titolo di marchesato a Roberto degli Obizzi da Padova.
In passato l'economia di Orciano si basava principalmente sull'agricoltura: i terreni collinari erano coltivati a olivi, viti e alberi fruttiferi, quelli pianeggianti soltanto a cereali; l'allevamento di bestiame era scarso, data la mancanza di boscaglie e praterie naturali o artificiali. Ancora oggi un'alta percentuale della popolazione attiva, continua ad essere occupata nelle attività agricole, che forniscono grano e mais, avena, fave, patate, uva da vino e olive. I cereali, il vino e il fieno sono anche oggetto di un'intensa attività commerciale. Malgrado l'abbondanza di prati artificiali l'allevamento ha conosciuto negli ultimi anni un sensibile regresso. Il settore industriale è rappresentato da attività essenzialmente artigianali, fra le quali si segnalano quelle di due tomaifici e di un laboratorio per la produzione di manufatti in vetroresina.
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